Si è tenuta ieri, con inizio alle ore 11.30 circa la manifestazione nazionale "Stop5G". L'evento organizzato dagli attivisti del movimento "Alleanza #Stop5G Reggio Calabria", ha visto la partecipazione di numerose associazioni tra cui "Vitambiente Circolo di Reggio Calabria" e la presente.
Il volantino informativo congiunto
L'evento è stato ripreso in diretta sulla pagina dell'Associazione Vitambiente Circolo di Reggio Calabria ed è visionabile di seguito
Riguardo le motivazioni sulla necessità di fermare la sperimentazione di massa del 5G sulla popolazione che si sta preparando un pò in tutta Italia vi sono alcuni punti specifici che Riconquista Sociale e l'associazione ambientalista Vitambiente intendono evidenziare:
L'inottemperanza del Principio di Precauzione o principio precauzionale, porre in essere la necessaria condotta cautelativa per quanto riguarda le decisioni politiche ed economiche sulla gestione delle questioni scientificamente controverse. Tale principio, riassumibile com l'aforisma "prevenire è meglio che curare" o del principio del padre della medicina IppocratePrimum non nocere, trova fondamento moderno già alla Conferenza di Rio nel 1992 e, normativamente, nel Trattato di Maastricht, che ha introdotto il principio di precauzione, successivamente ripreso dalla Costituzione Europea all'art. III-233. Attualmente ritroviamo tale principio enunciato all'art. 191 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, dove si sostiene che la politica dell'Unione in materia ambientale mira a un elevato livello di tutela ed «è fondata sui principi della precauzione e dell'azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all'ambiente e sul principio "chi inquina paga"»
L'inottemperanza del superamento dell'asimmetria dell'informazione tra chi detiene la conoscenza della tecnologia e la impone su chi, pur essendo sovrano ai sensi dell'art. 1 della Costituzione, si trova a subirla senza comprenderla (c.d. "Ignoto Tecnologico). Tale situazione è stata ben chiarita, in ambito della tecnologia 5G, già dal prof. Michele CARDUCCI, Ordinario di Diritto costituzionale comparato CEDEUAM – UniSalento Lecce; il quale, senza mezzi termini, ha definito incostituzionale il 5G per tutta una serie di motivi riscontrabili in questo video e ancora meglio espressi in questo interessante documento intitolato "SCHEMI DI ORIENTAMENTO COSTITUZIONALE DELLA VICENDA 5G"
Oltre ai punti su esposti, che da soli basterebbero, a parere di questa Associazione, a vietare la sperimentazione del 5G su tutto il territorio nazionale, nella delibera AGICOM n.231/18/CONSche istituisce la sperimentazione del 5G in 120 comuni non è compreso Reggio Calabria e pertanto non si comprende come si possa soltanto pensare di procedere ad un aggiornamento tecnologico in tal senso.Riconquista Sociale intende aderire ad ogni iniziativa finalizzata alla tutela dei diritti costituzionalmente garantiti della sovranità popolare espressi attraverso i principi su enunciatiDi seguito la mappa nazionale dei comuni interessati dalla delibera AGICOM 231/18/CONS
Documentario - verità, girato ieri mattina, 13 giugno 2020, per le vie di Reggio Calabria dalle tre signore del comitato "NO alla raccolta differenziata Porta a Porta" Daniela S. Ivana L. e Simona L, in collaborazione con Riconquista Sociale.
Dalle prime ore dell'alba, le tre agguerrite rappresentanti del Comitato (nella foto a fianco), si sono recate per le vie cittadine, documentando l'insostenibile situazione ambientale, ora aggravata dalle problematiche regionali riorganizzative.
Tra le ataviche criticità riscontrate non sono mancati però veri e propri fenomeni di inciviltà da parte di alcuni cittadini, i quali con eccesso di menefreghismo, arrivano a compromettere lo svolgimento della normale vita quotidiana di altri, condizionando pesantemente quella dei più sensibili.
[IL DOCUMENTARIO E' DISPONIBILE ALLA FINE DELL'ARTICOLO]
E' certamente il caso della signora Antonella, non vedente, che riesce a compiere i propri spostamenti grazie al marito ipovedente, ed al suo cane guida, appositamente addestrato per condurre le persone non vedenti. Il problema della signora Antonella è che da circa due mesi i rifiuti hanno ormai invaso l'ingresso della propria abitazione, rendendogli impossibile il transito. "Il cane guida - spiega la signora Antonella - protegge la padrona e quando vede gli ostacoli si blocca e non cammina, quindi devo chiamare mio marito per uscire di casa, altrimenti non posso uscire dal portone. Devo uscire per raggiungere il mio posto di lavoro, ma tutta questa spazzatura me lo impedisce". I cani guida sono addestrati a fermarsi nel caso in cui si presentino degli ostacoli lungo il percorso, a tutela del padrone non vedente. Nel caso della signora Antonella, sono le numerose buste di spazzatura a costituire, agli occhi del cane, degli ostacoli insormontabili che fanno si che l'animale non proceda oltre. Ma c'è di più. Antonella infatti racconta che qualche tempo prima, il cane aveva ingerito qualcosa che aveva trovato tra i cumuli di rifiuti; qualcosa che lo ha fatto stare molto male. "La settimana scorsa l'ho dovuto portare dal veterinario perché ha ingerito qualcosa di tossico. Purtroppo, non vedendo quello che mangia, non posso sapere che cosa ha ingerito. La cosa per me sta diventando molto tragica e mi fa pesare ancora di più il mio Handicap". Un grido di aiuto e di richiamo alla responsabilità sociale, da parte di una persona con gravi problemi. Ma, incredibilmente, a nulla sono valse le numerose segnalazioni della signora Antonella, richieste d'aiuto che in un paese civile sarebbero dovute essere accolte immediatamente, ma che evidentemente a Reggio Calabria tendono ad essere ignorate. Antonella asserisce di aver fatto diverse segnalazioni tra cui, email in Prefettura e messaggi al Sindaco. Per tutta risposta ha dovuto sorbirsi le solite "giustificazioni" fornite ai cittadini: "non hanno mezzi per venire a ritirare i rifiuti. - termina Antonella - Io, sinceramente, non so più come fare".
Una situazione grave che pesa come un macigno sull'amministrazione comunale, sorda finanche alle richieste di aiuto dei diversamente abili.
Altra situazione, non meno vergognosa della prima, la abbiamo riscontrata subito dopo in zona Ciccarello, precisamente in Vico Ferruccio, in prospicienza del civico 144. Qui abbiamo fatto la conoscenza di una anziana signora che, con molto garbo e dignità, da sette mesi non fa altro che segnalare di continuo alle autorità locali (Prefetto e Sindaco in primis), l'abbandono costante di rifiuti solidi urbani e di beni durevoli lungo il muro di cinta della sua proprietà, rifiuti - secondo quanto riferito dalla stessa signora - abbandonati principalmente dai residenti della zona.
L'anziana signora, con un'energia dettata da chi si vede ferito nella dignità, racconta il proprio dramma quotidiano. Racconta di come la spazzatura, da quando è entrata in vigore la differenziata, sia stata accumulata senza soluzione di continuità a ridosso del proprio muro. Eppure ha cercato più volte di fare appello al sentimento di civiltà dei propri vicini, ma senza riuscirvi. "Allora - spiega - mi sono rivolta il 15 di settembre scorso, in un incontro casuale, al sindaco ed al vice-sindaco. Gli ho detto della situazione, si sono presi tutti gli appunti asserendo che avrebbero provveduto". Ma a tutt'oggi, dopo nove mesi, le promesse del primo e del secondo cittadino sono ancora lettera morta. "dopodiché - prosegue la Signora - ho chiamato l'ufficio Igiene e Sanità. Io ringrazio tanto il personale, però gli è stato detto che non hanno dove mettere la spazzatura. quindi la situazione è stata più e più volte denunciata agli organi competenti, senza tuttavia produrre alcun risultato".
La signora esprime tutto il suo giusto disappunto: "Non è civile, non è degno che io debba tenere tutte sté cose, gatti randagi, topi, mosche, puzze, emissioni di camion rivolte verso la mia abitazione, nonostante sia io che mio marito soffriamo di patologie respiratorie". E ancora - "Da quando è andata in vigore questa ordinanza (la raccolta differenziata porta a porta ndr), ho manifestato i miei dubbi, quindi dall'inizio; ma non pensavo mai che saremmo arrivati a questo punto. Pago le tasse per ricevere un servizio, non affinchè il muro di cinta della mia abitazione diventi una discarica. Questa è una cosa vergognosa, vergognosa! E' una mortificazione grande. Da reggina mi sento umiliata e mortificata. Non è giusto tutto questo. Le autorità prendano provvedimenti come li ho invitati una ventina di giorni fa, in un'altro servizio."
La situazione in generale è grave, molto più di quanto si intenda far credere. Vi sono strutture, come la ex fiera agrumaria di Pentimele, di fronte il lido della Polizia di Stato, in evidente stato di abbandono, tanto da apparire pericolanti. I locali, facilmente accessibili per la mancanza di porte e, più in generale, di messa in sicurezza come norma imporrebbe, sono invece piene di rifiuti di ogni genere. La città soffre per l'assenza di un piano di raccolta rifiuti efficace, problematica vecchia di decenni che però al giorno d'oggi viene ulteriormente acuita dalla fallimentare organizzazione regionale. Reggio Calabria affonda nella spazzatura e, anche se ancora non confermate, iniziano a circolare voci, verosimilmente provenienti dai corridoi degli addetti ai lavori, secondo cui tra le strade di Reggio Calabria sarebbero depositati tra le 10 e le 15.000 tonnellate di rifiuti. Se tale ipotesi fosse confermata, non troverebbe logica alcuna, il maldestro tentativo dell'Amministrazione comunale, di volere a tutti i costi depositare seppur temporaneamente (e non si è capito bene in virtù di quale conforto normativo), 3000 tonnellate di rifiuti, organizzati nelle c.d. "eco-balle", presso l'impianto di trattamento di Sambatello. Tutto ciò, ancora una volta con grande disagio per i residenti, già duramente provati dalla vecchia discarica voluta anni fa dall'allora Commissario per le Emergenze Ambientali. Non vi è molta differenza infatti, nellannaspare tra 12.000 o 15.000 tonnellate di rifiuti urbani; la differenza casomai, la percepiranno i nostri concittadini residenti lungo la Vallata del Gallico, sacrificati sull'altare di una politica inconsistente, che non pensa affatto ai danni provocati, anche in termini di salute, ma si preoccupa unicamente di imporre "soluzioni immediate" anche se prive di efficacia. Sui cittadini ricade, come al solito, la responsabilità, dettata dal buonsenso, di evitare che a pagare per tutti siano, come abbiamo visto, sempre i più deboli. Occorrerebbe, in ultima analisi, superare i timori e le paure di manifestare il giusto dissenso a chi deve dare soluzioni vere e non palliativi, a chi è pagato per garantire la nostra sicurezza e incolumità, ma soprattutto a chi deve tutelare i nostri diritti.
Si è trattato di un'occasione per
denunciare, oltre l'insostenibile situazione nazionale di privazione
forzata dei diritti fondamentali, anche le ataviche
criticità endemiche della nostra città che, nonostante le innumerevoli
promesse ed i blandi tentativi di risoluzione (posti in essere più per
facciata che per altro), crescono inesorabilmente ogni giorno. Riconquista
Sociale, ha partecipato all'evento con i propri soci, cittadini
consapevoli e liberi, realizzando anche una diretta facebook al fine di
offrire uno strumento di condivisione che molti dei presenti hanno
utilizzato per confrontarsi e denunciare lo stato di fatto. Ai pochi cittadini presenti alla manifestazione del 30 maggio va il mio personale quanto doveroso omaggio qui di seguito riportato.
OMAGGIO AI POCHI [di Marco Lucisani - Presidente Pro tempore di RICONQUISTA SOCIALE]
Sabato è stato un gran giorno per l'associazionismo, per molti è stato un giorno qualunque, non per noi pochi!
Noi, cittadini martoriati da restrizioni, abusi, i cui diritti sono stati ormai inesorabilmente violati in una visione oligarchica della nuova Sinarchia Mondialista. Noi pochi, sparuti ma dignitosi cittadini, che nonostante tutto e tutti, contro ogni tentativo di imbavagliarci e sottometterci, attraverso l'atavica paura della morte e della malattia, reagiamo in forza di una indomita dignità che ci eleva, da rassegnati animali da cortile, ad esseri umani. Fieri nella nostra inscindibile umanità, portiamo in noi la consapevolezza invitta di chi è cosciente del proprio destino e nonostante questo, lo affronta a testa alta. E con sguardo mai sommesso, ma volto all'ineluttabile, con dignitosa rettitudine, stiamo di fronte allo strapotente nemico, ritti, guardandolo diritto negli occhi. Un nemico della libertà, della famiglia, della dignità umana, della vita stessa! Un nemico che desidera averci, possederci, annichilirci; che brama la nostra forza, la nostra energia, la nostra anima e che per farlo è disposto a inocularci qualunque menzogna. No!
E ripetiamo ancora: NO!
Non staremo fermi e immobili a guardare i nostri cari spegnersi come candele a causa del nostro timore;
NO!
Non assisteremo impassibili allo scempio della natura perpetrato da chi, a torto, si reputa Altissimo, proferendo ogni menzogna allo scopo ultimo di godere della nostra rovina per il proprio affare;
NO!
Non consegneremo i nostri figli, i nostri anziani ne tantomeno noi stessi a coloro i quali, spergiurando Ippocrate e millantando di procedere per amore della vita, sono pronti a inuculare il male in noi per la gloria dei loro padroni;
Noi pochi, noi felici pochi, cadremo tutti come il frutto maturo d'aprile; insieme, piuttosto che cedere all'oblio, all'impossibilità della ragione, alla perenne schiavitù.
Risolleviamo i nostri animi fratelli, il tempo della verità giunge a noi: restiamo pronti affinchè nell'ora più buia continueremo ad essere uomini liberi e non schiavi.
A Noi e Noi soltanto spetta l'epitaffio glorioso; poichè non chi ostenta ma soltanto chi merita onore è ricordato imperituramente.
Noi pochi. Noi felici, pochi.
Noi manipolo di fratelli: poiché chi oggi verserà il suo sangue con me
sarà mio fratello, e per quanto umile la sua condizione, sarà da questo
giorno elevata, e tanti gentiluomini ora a letto in patria si sentiranno
maledetti per non essersi trovati oggi qui, e menomati nella loro
virilità sentendo parlare chi ha combattuto con noi questo giorno..."
Le Associazioni: Riconquista Sociale e Circolo Vitambiente ringraziano sentitamente le seguenti testate giornalistiche on-line per l'avvenuta pubblicazione del presente comunicato:
“Basta rifiuti davanti ai nostri portoni”; la proposta di un gruppo di cittadini per risolvere uno dei problemi fondamentali della raccolta porta a porta.
Sabato 18 gennaio c.a. presso la sede provvisoria dell’Associazione ambientale “Circolo Vitambiente” e dell’Associazione culturale “Riconquista Sociale”, in Reggio Calabria, insieme al comitato spontaneo “No alla raccolta differenziata porta a porta” ed al “Comitato Permanente Vallata Gallico”, si sono riuniti al fine di elaborare una proposta fattiva per l’eliminazione delle insidiose problematiche scaturite dalla raccolta porta a porta. Viste le continue segnalazioni dettate da disservizi e disagi del servizio, è oramai pacifico che il “porta a porta”, a prescindere dalla qualità organizzativa del gestore, evidenzi alcuni limiti funzionali, deficienze intrinseche che minano alla base la qualità stessa di questo sistema.
I cittadini hanno elaborato una proposta tesa a risolvere in modo pratico, rapido ed economico le seguenti problematiche dovute alla presenza dei mastelli su suolo pubblico:
insidia a disabili ed anziani per la fruizione del marciapiede;
cattivi odori e proliferazione di parassiti, dei mastelli contenenti rifiuti organici o indifferenziati, che vi permangono per lungo tempo;
conferimento abusivo di altri rifiuti operato da estranei, all’interno dei mastelli con conseguente sanzione amministrativa a carico del titolare degli stessi;
furto dei mastelli operato da ignoti;
sversamento dei rifiuti differenziati sul suolo, ovvero scomparsa o danneggiamento dei mastelli, in caso di forte maltempo;
danneggiamento dei mastelli per motivi non dipendenti dal titolare degli stessi e loro conseguente addebito;
disservizi della raccolta porta a porta;
impurità tra i rifiuti differenziati;
Tali criticità esasperano i disagi di una cittadinanza già grandemente provata.
La soluzione proposta da Vitambiente & Riconquista Sociale: I centri di raccolta di zona
Le criticità sopra elencate possono essere risolte con l’istituzione dei “Centri di Raccolta di Zona”; consistenti in aree dedicate al conferimento dei rifiuti differenziati, sorvegliante da operatori. All’interno di tale area, verranno collocati dei cassoni suddivisi per tipologia, all’interno dei quali verranno conferiti i rifiuti dei mastelli.
In pratica sarà l’utente a recarsi presso il centro di raccolta di zona più vicino e, sotto l'occhio vigile dell’operatore, conferirà il rifiuto caratterizzato. La presenza dell’operatore garantirà che il rifiuto conferito sia stato correttamente caratterizzato. L’operatore scansionerà il conferimento mediante lettura del chip del mastello (gli scanner sono già in uso agli operatori che stanno attualmente procedendo alla raccolta porta a porta). Al fine di garantire un miglior servizio può essere auspicabile la costituzione di un box ufficio per gli operatori.
Orari e vantaggi del conferimento
Gli orari del conferimento vanno calcolati in funzione delle esigenze tecniche, sarà auspicabilmente scegliere orari consoni per evitare la congestione della circolazione stradale. In orario serale, il centro sarà interdetto al pubblico e si procederà alla raccolta dei rifiuti presenti nei cassoni che verranno conferiti presso l'impianto di raccolta. Le giornate dedicate alla tipologia dei rifiuti conferiti, possono così essere ampliate a vantaggio della frazione umida e dell’indifferenziata, dal momento che potranno essere consentiti conferimenti di più tipologie di rifiuti contemporaneamente
Scelta della localizzazione dei centri di raccolta di zona
Relativamente alla localizzazione dei centri di raccolta, questi devono essere realizzati a distanze tali da consentire il conferimento ai cittadini in modo agevole, in aree dove è
possibile la sosta temporanea di veicoli, senza creare intralcio alla circolazione.
Costo di realizzo del progetto
Il personale da adibire ai centri di raccolta di zona è quello già attualmente impiegato per la raccolta porta a porta. Nel caso in cui questo si dimostrasse insufficiente possono essere utilizzate persone che percepiscono il reddito di cittadinanza ovvero i condannati ai lavori socialmente utili. Furgoni, scanner, cassoni e attrezzature varie fanno attualmente parte del patrimonio comunale. Le aree da adibire a Centri di Raccolta di Zona, possono essere facilmente individuate tra quelle aree comunali attualmente presenti sul territorio e libere da concessioni.
L’emergenza perenne dei rifiuti nella nostra città, deve essere uno stimolo per proposte positive e fattibili affinché, nonostante lo sfinimento dovuto ad una situazione ormai incancrenita, ai limiti dell'inverosimile, i cittadini trovino ancora la forza di reagire senza arrendersi, anche proponendo soluzioni fattibili ed economicamente possibili ad un’Amministrazione carente di risorse economiche, ma che deve comunque porre in essere soluzioni immediate per risolvere, o quanto meno lenire, in tempi brevi, uno tra i problemi più insidiosi della raccolta porta a porta: i mastelli davanti ai portoni.
Sabato 18 gennaio c.a. presso la sede provvisoria dell’Associazione
ambientale “Circolo Vitambiente” e dell’Associazione culturale
“Riconquista Sociale”, in Reggio Calabria, insieme al comitato
spontaneo “No alla raccolta differenziata porta a porta” ed al
“Comitato Permanente Vallata Gallico”, si sono riuniti al fine
di elaborare una proposta fattiva per l’eliminazione delle
insidiose problematiche scaturite dalla raccolta porta a porta. Viste
le continue segnalazioni dettate da disservizi e disagi del servizio,
è oramai pacifico che il servizio di raccolta rifiuti denominato
“porta a porta”, a prescindere dalla qualità organizzativa del
gestore, evidenzi alcuni limiti funzionali intrinsechi al sistema
stesso.
Un sincero e sentito augurio per andare oltre gli stereotipi di circostanza. Una slide, da condividere se vi piace, in alternativa a tutte quelle stereotipate quanto stupide immagini che vengono condivise nella circostanza del buon anno. Condividere questa immagine forse non vi renderà più simpatici agli occhi di amici e conoscenti, ma probabilmente innescherà nell'animo di chi legge un profondo quanto utile processo introspettivo.
La presente per comunicare la partecipazione di Questa Associazione in occasione dell'evento "Insieme per l'Ambiente" organizzato dall'associazione nazionale "Vitambiente", domenica 8 settembre c.a. presso il ristorante "Sotto Le Stelle" in località Terreti del Comune di Reggio Calabria.
Durante l'evento, al quale parteciperanno numerose associazioni ambientaliste, sportive, culturali, nonché specialisti dell'alimentazione e della salute umana, il presidente nazionale di Vitambiente, avv. Pietro Marino, presenterà il Responsabile Coordinatore per la città Metropolitana di Reggio Calabria ed il Presidente del neo costituito Circolo Vitambiente di Reggio Calabria.
In tale cornice, infine, verranno illustrati i programmi operativi per l'anno 2019 - 2020 con riferimento all'ambito territoriale del comune e della provincia di Reggio Calabria.
Questa associazione culturale è lieta di partecipare all'Evento nello spirito associativo di condivisione degli intenti comuni per la promozione e salvaguardia della cultura ambientale
In occasione del servizio giornalistico “Acqua Perduta” andato in onda lunedì 3 settembre 2018 sul canale televisivo Rai Tre, questo Osservatorio, riscontrando una serie di inesattezze ed imprecisioni, ha inteso, al fine di diffondere la realtà dei fatti, inviare una lettera alla redazione della trasmissione Presa Diretta, alla c.a. del dott. Riccardo Iacona. La stessa viene riportata di seguito affinchè la popolazione tutta possa prenderne atto.
"Si ostacola l'Italia ma non si contrastano le Multinazionali"
Così Innocenza Giannuzzi, presidentessa di Agricoop, esprime il proprio dissenso nei confronti di un ennesimo attacco ai danni del made in Italy ed in particolare dell'olio extravergine d'oliva, che vede la Calabria seconda a livello nazionale per produzione e qualità, subito dopo la Puglia.
Il Quotidiano del Sud 24.07.2018
Intervistata da Michele Inserra per il Quotidiano del Sud, la presidente Giannuzzi esalta le caratteristiche e le qualità del nostro olio extravergine d'oliva, interrogandosi sulla strana presa di posizione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che nei confronti del nostro olio d'oliva ha manifestato più di una serie di perplessità.
Oms ed Onu, sulla scorta di eliminare i grassi saturi hanno messo nel mirino degli alimenti pericolosi per la salute umana anche molti prodotti d'eccellenza italiani; tra questi: il Parmigiano reggiano, il Prosciutto di Parma, la pizza, il vino e naturalmente l'olio d'oliva. Una iniziativa che però appare tutt'altro che derivata dalla buona fede, dal momento che vengono penalizzati i prodotti italiani mentre nulla si dice riguardo ai danni per la salute di tutti quei prodotti industriali realizzati con zuccheri artificiali, quindi non naturali, contenenti coloranti e acidi, utilizzati per mantenere nella lunga conservazione.
A chiosa di ciò non poteva mancare la ciliegina sulla torta, in questo caso offerta da una politica calabrese sterile, che ancora una volta ha perso l'opportunità di battersi per un prodotto di eccellenza della nostra terra; pare infatti che nessun politico della Regione Calabria abbia preso le difese nell'olio d'oliva calabrese come invece ha fatto la Puglia.
L'olio italiano è, senza ombra di dubbio, qualitativamente superiore rispetto a quello tunisino, spagnolo e greco, ma nonostante ciò, continua la presidente Giannuzzi, non riesce ad entrare in competizione con questi oli scadenti.
Ancora una volta c'è da chiedersi il perché di un accanimento da parte di organizzazioni che dovrebbero tutelare la salute umana, ma pare proprio siano più preoccupate a penalizzare un prodotto di eccellenza per qualità e genuinità, a tutto vantaggio di prodotti sicuramente più economici ma di conclamata qualità scadente che però possono sempre contare su una produzione su scala industriale, o per meglio dire "multinazionale".
Condividiamo questa importante comunicazione fatta dall'associazione Meetup Reggio Calabria, una delle associazioni costituenti l'Osservatorio acqua e depurazione, apparsa sulla Gazzetta del Sud di oggi, giovedì 10 maggio 2018. Importante sottolineare come le problematiche relative alla qualità ed alla quantità dell'acqua erogata nella condotta comunale siano ancora lungi dall'essere risolte. Tuttavia, a rischio di apparire ottimisti, pare che qualcosa si stia muovendo, speriamo in tempi brevi perché un'altra estate torrida si sta avvicinando alle porte e non è il caso trascorrerla, come già accaduto per le precedenti, all'insegna del disagio idrico.
A chiosa di questo breve comunicato un'ultima osservazione del tutto personale; quanto sta accadendo in questi giorni riguardo la questione dell'acqua, altro non rappresenta se non l'ennesima prova che quando un gruppo di cittadini si unisce in nome di un interesse comune e socialmente rilevante, Allora il cambiamento è possibile.
L'augurio è che questo sia da monito e da esempio per la cittadinanza tutta, poiché se davvero si vuole cambiare ognuno di noi deve necessariamente essere autore del cambiamento
Marco Lucisani
(Presidente Pro tempore dell'associazione culturale Riconquista Sociale - Dignità Indipendenza Libertà)
A pochi giorni dalla Conferenza Stampa dell'Osservatorio cittadino Acqua e Depurazione, nella quale sono stati forniti dati ufficiali sull'ingegnerizzazione e le condizioni generali della potabilità dell'acqua a Reggio Calabria, il Comune adotta un'ordinanza di non potabilità su una comunicazione Sian di aprile. Si tratta di coincidenza? Oppure è soltanto l'ennesimo notevole ritardo sull'adozione di atti urgenti per la pubblica incolumità sanitaria?
L'Osservatorio Cittadino per l'acqua e la depurazione di Reggio Calabria, illustra le attività esperite ad un anno dalla sua costituzione, in questa prima conferenza stampa. In particolare affrontando la questione delle perdite della rete idrica comunale alla luce del "piano di ingegnerizzazione" del quale si attende fiduciosi di avere una risposta dalla Regione Calabria.
In occasione della conferenza stampa tenutasi ieri, 3 maggio 2018, presso il "Piccolo Auditorium" a Reggio Calabria, avente per tema: "Facciamo La storia: risolviamo il problema idrico a Reggio Calabria", si riporta l'articolo apparso sul quotidiano "Gazzetta del Sud" pubblicato a pagina 25 della Cronaca di Reggio.
Si ringrazia il dott Trapani e la redazione tutta della Gazzetta del Sud